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⚕️ Area Pro

Risonanza magnetica del ginocchio

⚕️ Revisionato da un medico radiologoAggiornato: settembre 2026
Durata20–30 minuti circa
DigiunoNo
Mezzo di contrastoRaramente
RadiazioniNo

La risonanza magnetica del ginocchio studia in dettaglio le strutture che le radiografie non mostrano: menischi, legamenti crociati e collaterali, cartilagine, tendini e l’osso sotto la cartilagine. È l’esame di riferimento per il dolore o l’instabilità del ginocchio, soprattutto dopo un trauma sportivo.

Che cosa vede

  • Lesioni dei menischi (rotture, degenerazione)
  • Lesioni dei legamenti crociati (soprattutto il crociato anteriore) e collaterali
  • Danni della cartilagine e artrosi iniziale
  • Versamento articolare, cisti di Baker
  • Edema osseo, fratture da stress non visibili in radiografia

Quando si fa

  • Dolore o gonfiore persistente del ginocchio
  • Trauma distorsivo, soprattutto sportivo
  • Sensazione di cedimento o blocco articolare
  • Sospetta lesione meniscale o legamentosa
  • Programmazione di un intervento in artroscopia

Come ci si prepara

  • Nessuna preparazione nella maggior parte dei casi: niente digiuno.
  • Compila il questionario di sicurezza (metalli, protesi, pacemaker).
  • Il contrasto (gadolinio) di solito non serve; è usato in casi selezionati, ad esempio dopo intervento o per lo studio della cartilagine (artro-RM, con contrasto in articolazione).
  • Togli oggetti metallici; ti verrà chiesto di restare immobile.

Come si svolge

Sei sdraiato e il ginocchio viene posizionato dentro una piccola bobina. L’esame è indolore ma rumoroso: riceverai cuffie o tappi. L’immobilità è fondamentale per immagini nitide.

Dopo l’esame

Puoi riprendere subito le normali attività e guidare, salvo sedazione. Se ti è stato somministrato il gadolinio non servono precauzioni particolari: segnala al centro eventuali reazioni cutanee nelle ore successive. Porta referto e immagini al medico che ha richiesto l’esame: è lui a interpretarli nel quadro clinico completo.

Alternative ed esami correlati

La radiografia resta il primo esame per osso e artrosi; l’ecografia valuta bene tendini, versamento e cisti di Baker. La TAC si usa soprattutto per le fratture complesse. Nel ginocchio operato o con protesi il radiologo può proporre esami diversi dalla risonanza.

Domande frequenti

No, è del tutto indolore e senza radiazioni. L’unico fastidio è restare fermi in un ambiente rumoroso per una ventina di minuti.

Di norma no. Il contrasto (in vena o, più raramente, iniettato nell’articolazione) si usa solo in casi particolari, come lo studio dopo un intervento o alcune lesioni cartilaginee.

Le protesi moderne sono in genere compatibili, ma il metallo crea artefatti nella zona vicina. Segnalala: a volte per lo studio di un ginocchio protesizzato si preferisce un altro esame.

Dipende: la radiografia vede l’osso e l’artrosi, l’ecografia i tendini superficiali e il versamento, la risonanza è la più completa per menischi, legamenti e cartilagine. Lo decide il medico in base al sospetto.

RP
Contenuto revisionato dal Dott. Roberto Picascia, medico radiologo (OMCeO Napoli n. 034844). Ultima revisione: settembre 2026.
Informazioni generali a scopo divulgativo: non sostituiscono le indicazioni del centro né il parere del tuo medico.