🚧 Sito in costruzione: i contenuti sono in fase di revisione e potrebbero contenere errori o imprecisioni.
⚕️ Area Pro

Risonanza magnetica della mammella (seno)

⚕️ Revisionato da un medico radiologoAggiornato: settembre 2026
Durata20–30 minuti
DigiunoNo
Mezzo di contrastoSì (gadolinio)
RadiazioniNo

La risonanza della mammella è l’esame di imaging più sensibile per il seno. Usa il contrasto (gadolinio) e non impiega radiazioni. Non sostituisce mammografia ed ecografia, ma le completa in situazioni selezionate.

Che cosa vede

  • Tumori non evidenti con mammografia ed ecografia (seno ad alto rischio)
  • Integrità delle protesi mammarie (rotture)
  • Estensione di malattia già nota, prima della chirurgia
  • Risposta alla chemioterapia neoadiuvante
  • Ricerca del tumore primitivo in casi particolari

Quando si fa

  • Donne ad alto rischio (es. mutazioni BRCA), come integrazione allo screening
  • Studio delle protesi mammarie
  • Stadiazione pre-operatoria in casi selezionati
  • Discrepanza tra esami o reperti dubbi
  • Valutazione durante e dopo la chemioterapia

Come ci si prepara

  • Nelle donne in età fertile si esegue preferibilmente tra il 7° e il 14° giorno del ciclo (riduce i falsi positivi).
  • Prevede il contrasto in vena: creatinina se richiesta, segnalazione di allergie e malattie renali.
  • Segnala protesi e interventi precedenti al seno.
  • Ti sdrai a pancia in giù con il seno in un’apposita bobina.

Come si svolge

L’esame si esegue in posizione prona (a pancia in giù), con il seno alloggiato in una bobina dedicata; il contrasto viene iniettato durante l’acquisizione. Immobilità e respiro tranquillo.

Dopo l’esame

Puoi riprendere subito le normali attività e guidare, salvo sedazione. Se ti è stato somministrato il gadolinio non servono precauzioni particolari: segnala al centro eventuali reazioni cutanee nelle ore successive. Porta referto e immagini al medico che ha richiesto l’esame: è lui a interpretarli nel quadro clinico completo.

Alternative ed esami correlati

La mammografia resta l’esame di screening e l’ecografia il suo complemento principale. Quando la risonanza non è eseguibile (per claustrofobia importante o alcuni dispositivi) in alcuni centri si può valutare la mammografia con contrasto.

Domande frequenti

No: è un’integrazione. La mammografia resta l’esame di screening (vede le microcalcificazioni), l’ecografia completa; la RM si aggiunge nelle donne ad alto rischio o in situazioni specifiche.

Nella seconda metà del ciclo il tessuto ghiandolare “si accende” di più col contrasto, aumentando i falsi allarmi. La finestra 7°–14° giorno rende l’esame più affidabile.

Sì, tranne che per il solo studio dell’integrità delle protesi, che può essere fatto senza. Per la ricerca di tumori il contrasto è indispensabile.

Sì, è l’esame migliore per valutare la rottura di una protesi, anche quella “silenziosa” che gli altri esami non colgono.

RP
Contenuto revisionato dal Dott. Roberto Picascia, medico radiologo (OMCeO Napoli n. 034844). Ultima revisione: settembre 2026.
Informazioni generali a scopo divulgativo: non sostituiscono le indicazioni del centro né il parere del tuo medico.