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⚕️ Area Pro

TAC dei seni paranasali (massiccio facciale)

⚕️ Revisionato da un medico radiologoAggiornato: settembre 2026
DurataPochi minuti
DigiunoNo
Mezzo di contrastoNo
RadiazioniSì, bassa (0,2–0,5 mSv)

La TAC (TC) dei seni paranasali studia le cavità del massiccio facciale: seni mascellari, frontali, etmoide e sfenoide. È l’esame di riferimento per la sinusite cronica e per pianificare la chirurgia endoscopica nasale.

Che cosa vede

  • Sinusite cronica e i suoi pattern
  • Polipi nasali e ostruzioni
  • Anatomia delle fosse nasali (setto, turbinati) in vista di chirurgia
  • Complicanze delle sinusiti
  • Esiti di traumi del massiccio facciale

Quando si fa

  • Sinusite che non risponde alle terapie o ricorrente
  • Ostruzione nasale persistente, sospetti polipi
  • Prima della chirurgia endoscopica dei seni (FESS)
  • Dopo traumi facciali
  • Cefalee con sospetta origine sinusale (su indicazione)

Come ci si prepara

  • Nessuna preparazione: niente digiuno.
  • In genere senza contrasto; il contrasto si riserva a sospette complicanze o lesioni.
  • Rimuovi occhiali, protesi dentarie mobili, forcine e orecchini.
  • L’esame richiede pochi secondi di immobilità.

Come si svolge

La testa viene appoggiata nell’anello della TAC; la scansione è rapidissima e indolore.

Dopo l’esame

Senza contrasto puoi riprendere subito le tue attività. Dopo il contrasto iodato bevi acqua in abbondanza nel resto della giornata e segnala eruzioni cutanee o malessere; se assumi metformina segui le indicazioni ricevute sulla ripresa. Porta referto e immagini al medico che ha richiesto l’esame: è lui a interpretarli nel quadro clinico completo.

Alternative ed esami correlati

La visita otorinolaringoiatrica con endoscopia nasale spesso precede la TAC. La risonanza si usa per le complicanze e per le lesioni che si estendono ai tessuti molli. Per denti e ossa mascellari vedi il dentascan e la TC cone beam.

Domande frequenti

Di norma no: l’osso e l’aria danno già un contrasto naturale perfetto. Il mezzo di contrasto si usa solo per sospette complicanze o masse.

Poche: con i protocolli a bassa dose indicativamente 0,2–0,5 mSv, una frazione di una TAC standard. Nei centri odontoiatrici si usa spesso la cone beam, a dose ancora minore.

La TAC: mostra osso e aria, che sono l’essenza del problema sinusale, ed è la mappa che serve al chirurgo. La risonanza si aggiunge solo per sospette estensioni ai tessuti molli.

A volte, ma molte “cefalee sinusali” sono in realtà emicranie. La TAC aiuta a confermare o escludere una vera sinusopatia: l’interpretazione spetta al medico con il quadro clinico.

RP
Contenuto revisionato dal Dott. Roberto Picascia, medico radiologo (OMCeO Napoli n. 034844). Ultima revisione: settembre 2026.
Informazioni generali a scopo divulgativo: non sostituiscono le indicazioni del centro né il parere del tuo medico.