🚧 Sito in costruzione: i contenuti sono in fase di revisione e potrebbero contenere errori o imprecisioni.
⚕️ Area Pro

Radiografia della colonna vertebrale

⚕️ Revisionato da un medico radiologoAggiornato: settembre 2026
Durata5–10 minuti
DigiunoNo
Mezzo di contrastoNo
RadiazioniSì, bassa (fino a ~1,5 mSv)

La radiografia della colonna studia vertebre, curve e allineamento del rachide cervicale, dorsale o lombare. Eseguita in piedi (sotto carico) mostra l’assetto reale della colonna, cosa che risonanza e TAC da sdraiati non vedono.

Che cosa vede

  • Scoliosi e alterazioni delle curve (con misurazione degli angoli)
  • Artrosi, riduzione degli spazi tra le vertebre
  • Fratture vertebrali (anche da osteoporosi)
  • Spondilolistesi (scivolamento di una vertebra), meglio se con proiezioni dinamiche
  • Instabilità nei movimenti (proiezioni in flessione-estensione)

Quando si fa

  • Mal di schiena o cervicale da inquadrare
  • Sospetta scoliosi (adolescenti) e suo monitoraggio
  • Traumi minori della colonna
  • Controllo di fratture osteoporotiche
  • Studio dell’assetto prima di terapie o plantari

Come ci si prepara

  • Nessuna preparazione nella maggior parte dei casi.
  • Rimuovi oggetti metallici (collane, cinture, reggiseno per il tratto dorsale).
  • Avvisa se sei o potresti essere incinta.
  • Per le proiezioni dinamiche ti sarà chiesto di piegarti avanti e indietro.

Come si svolge

In piedi contro il rilevatore, in due o più proiezioni; per la scoliosi si esegue spesso un’immagine dell’intera colonna sotto carico.

Dopo l’esame

Nessuna precauzione: dopo i raggi X non resti “radioattivo” e puoi stare con chiunque, compresi bambini e donne in gravidanza. Porta referto e immagini al medico che ha richiesto l’esame: è lui a interpretarli nel quadro clinico completo.

Alternative ed esami correlati

La risonanza lombare e cervicale mostra dischi, nervi e midollo; la TAC è preferita nei traumi importanti. Per l’osteoporosi la MOC misura la densità ossea.

Domande frequenti

No: i dischi e i nervi non si vedono in radiografia. Il suo compito è l’osso e l’assetto; per l’ernia serve la risonanza. Spesso però la RX è il primo passo corretto.

Il monitoraggio richiede controlli periodici, ma oggi si usano protocolli e apparecchi a dose ridotta (in alcuni centri sistemi dedicati a bassissima dose). Il radiologo ottimizza sempre la dose nei giovani.

Immagini in massima flessione e estensione: servono a scoprire instabilità tra le vertebre che nelle immagini statiche non si vedono.

Proprio per questo sono complementari: sotto carico si vede l’assetto reale (curve, scivolamenti), da sdraiati il dettaglio di dischi e nervi.

📚 Fonti principali IAEA – RPOP · RadiologyInfo.org (RSNA/ACR) · SIRM
RP
Contenuto revisionato dal Dott. Roberto Picascia, medico radiologo (OMCeO Napoli n. 034844). Ultima revisione: settembre 2026.
Informazioni generali a scopo divulgativo: non sostituiscono le indicazioni del centro né il parere del tuo medico.