Radiografia della colonna vertebrale
La radiografia della colonna studia vertebre, curve e allineamento del rachide cervicale, dorsale o lombare. Eseguita in piedi (sotto carico) mostra l’assetto reale della colonna, cosa che risonanza e TAC da sdraiati non vedono.
Che cosa vede
- Scoliosi e alterazioni delle curve (con misurazione degli angoli)
- Artrosi, riduzione degli spazi tra le vertebre
- Fratture vertebrali (anche da osteoporosi)
- Spondilolistesi (scivolamento di una vertebra), meglio se con proiezioni dinamiche
- Instabilità nei movimenti (proiezioni in flessione-estensione)
Quando si fa
- Mal di schiena o cervicale da inquadrare
- Sospetta scoliosi (adolescenti) e suo monitoraggio
- Traumi minori della colonna
- Controllo di fratture osteoporotiche
- Studio dell’assetto prima di terapie o plantari
Come ci si prepara
- Nessuna preparazione nella maggior parte dei casi.
- Rimuovi oggetti metallici (collane, cinture, reggiseno per il tratto dorsale).
- Avvisa se sei o potresti essere incinta.
- Per le proiezioni dinamiche ti sarà chiesto di piegarti avanti e indietro.
Come si svolge
In piedi contro il rilevatore, in due o più proiezioni; per la scoliosi si esegue spesso un’immagine dell’intera colonna sotto carico.
Dopo l’esame
Nessuna precauzione: dopo i raggi X non resti “radioattivo” e puoi stare con chiunque, compresi bambini e donne in gravidanza. Porta referto e immagini al medico che ha richiesto l’esame: è lui a interpretarli nel quadro clinico completo.
Alternative ed esami correlati
La risonanza lombare e cervicale mostra dischi, nervi e midollo; la TAC è preferita nei traumi importanti. Per l’osteoporosi la MOC misura la densità ossea.
Domande frequenti
No: i dischi e i nervi non si vedono in radiografia. Il suo compito è l’osso e l’assetto; per l’ernia serve la risonanza. Spesso però la RX è il primo passo corretto.
Il monitoraggio richiede controlli periodici, ma oggi si usano protocolli e apparecchi a dose ridotta (in alcuni centri sistemi dedicati a bassissima dose). Il radiologo ottimizza sempre la dose nei giovani.
Immagini in massima flessione e estensione: servono a scoprire instabilità tra le vertebre che nelle immagini statiche non si vedono.
Proprio per questo sono complementari: sotto carico si vede l’assetto reale (curve, scivolamenti), da sdraiati il dettaglio di dischi e nervi.
Informazioni generali a scopo divulgativo: non sostituiscono le indicazioni del centro né il parere del tuo medico.